Rilassamento consapevole

Siate nei confronti dei vostri pensieri quello che è un uccello in volo per la superficie ribollente di un mare burrascoso


Lo scopo principale della meditazione è quello di aiutarci ad essere più consapevoli e a sviluppare una maggiore presenza mentale in tutto quello che facciamo. Come abbiamo visto più volte, per fare questo occorre praticare con costanza, allenando la nostra mente a focalizzarsi, durante le sessioni, su particolari oggetti, interni o esterni. Facendo ciò, la mente si abitua a prestare attenzione ad ogni cosa con cui viene a contatto e impara a non abusare del pilota automatico nelle esperienze di tutti i giorni.

Tuttavia, avere sempre a che fare con un oggetto di meditazione può essere paradossalmente controproducente. Infatti, se quando meditiamo abituiamo la nostra mente a dirigere l’attenzione sempre e solo un qualcosa di più o meno concreto, rischiamo che essa non sia poi in grado di mantenere uno stato di pace qualora l’oggetto non ci fosse.

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Per scongiurare questa eventualità, esiste una tecnica di meditazione, detta del rilassamento consapevole, o alternativamente della liberazione della mente, che ha una caratteristica che finora non abbiamo mai visto nelle nostre sessioni: non ha un oggetto di meditazione. Si tratta di una tecnica difficile ma assolutamente fondamentale, che di fatto nasconde il vero obiettivo di ogni meditazione.

Nell’articolo di oggi vedremo i dettagli di questa tecnica e come metterla in pratica. Parleremo delle sue caratteristiche e di come possa aiutarci a vivere in modo naturalmente più sereno. Con un po’ di pratica e buona volontà impareremo a sfruttare al meglio quella che, a buon diritto, è la più importante di tutte le tecniche, la spina dorsale di ogni meditazione.

Il bambino e le rotelle

Immaginiamo di essere bambini e di trovarci nel bel mezzo di quella fase di cambiamento in cui passiamo dal triciclo ad una bicicletta. Fino a quel momento eravamo sempre stati abituati ad un mezzo stabile, sicuro, che non richiedeva particolare abilità da parte nostra, se non una pedalata costante. Adesso, però, sentiamo che è arrivato il momento e vogliamo fare il passo successivo, iniziando a guidare una bici come le altre che abbiamo visto in giro. Per quanto siamo molto ben disposti a riguardo, proviamo un misto di paura e avversione verso il nostro nuovo bolide. Vogliamo farlo, senza dubbio, tuttavia ci rendiamo conto che si tratta di qualcosa di difficile e sentiamo la necessità di un supporto, almeno per iniziare a fare pratica.

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Decidiamo, quindi, di montare sulla nostra bici delle rotelle. Così proviamo sicuramente meno paura e iniziamo a correre su di essa sicuri di noi stessi, con tranquillità. Iniziamo a fare pratica, a percorrere prima piccoli cerchi di fronte al portone di casa, poi fino in fondo alla via. Con il tempo che passa troviamo il coraggio di spingerci sempre più lontano, percorrendo strade che non avevamo mai affrontato. Seguiamo terreni in piano, oppure in salita, cercando sempre di provare qualcosa di nuovo. Sempre, però, con le rotelle che tanto al sicuro ci fanno sentire.

Ma ben presto iniziamo a sentire qualcosa di strano. Anche senza guardare gli altri bambini più grandi, iniziamo a capire che lo scopo finale di quell’allenamento è un altro. Ci rendiamo conto che continuare ad andare in giro con le rotelle è assolutamente inutile. “Tanto valeva continuare con il triciclo, allora” ci diciamo, e iniziamo a pensare di abbandonare le rotelle. Al solo pensiero, però, proviamo un senso di paura e smarrimento simile a quanto provato all’inizio, ma ci è chiaro che è la cosa giusta da fare.

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Allora, togliamo le rotelle e ci lanciamo. E con nostra immensa sorpresa, non cadiamo. Ci sentiamo liberi e inarrestabili. Andiamo spediti e sicuri, in equilibrio e senza alcuna fatica, e ci rendiamo conto in quel momento che l’esercizio con le rotelle è stato fondamentale per raggiungere quello che era, sin dall’inizio, il nostro scopo.

Nella meditazione

Mi rendo conto che l’esempio che vi ho portato sopra è forse un po’ troppo infantile, ma senza dubbio ci aiuta a capire il vero scopo della meditazione e il fine ultimo della pratica e degli esercizi.

La nostra mente è, per sua natura, ribollente di pensieri. È sempre attiva e ama perdersi tra essi. La meditazione, con tutte le tecniche che abbiamo visto, aiuta a mantenere la mente in uno stato di pace e tranquillità, ma perfettamente consapevole e concentrata. Per farlo, tutte le tecniche che abbiamo studiato ci suggeriscono di dirigerla verso qualcosa, focalizzando la sua attenzione su un oggetto, interno o esterno. In questo modo, le insegnamo a mantenersi nel presente, sempre consapevole.

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Questo, però, è in tutto e per tutto un trucco, uno stratagemma per ingannare la nostra mente, per distrarla mentre essa nel frattempo impara come si fa. È, in poche parole, come le rotelle della bici di un bambino, fondamentali perché altrimenti non imparerebbe, ma limitanti se non si trova mai il coraggio di provare qualcosa di nuovo.

Va da sé che usare sempre questo stratagemma non sia il modo migliore per raggiungere il nostro scopo, cioè imparare a mantenere una profonda tranquillità e una consapevolezza affilata, e che meditare su un oggetto ben definito sia, per quanto necessario come pratica, potenzialmente controproducente se è l’unico modo in cui lo facciamo.

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Il rilassamento consapevole

Per evitare di cadere in questo schema e per fare il passo decisivo verso una meditazione che sia completa ed efficace, occorre lasciare le nostre rotelle meditative e iniziare ad inserire nelle nostre sessioni delle piccole fasi di meditazione senza oggetto. Occorre, cioè, imparare a praticare il rilassamento consapevole.

Esso consiste nel lasciare la mente libera di vagare, come farebbe naturalmente, ma mantenendo sempre un atteggiamento vigile e consapevole nei confronti di ciò che sperimenta, impedendole di perdersi tra i pensieri che naturalmente si affolleranno. A differenza di quando meditiamo con un oggetto, con il rilassamento consapevole non siamo noi a dirigere l’attenzione a qualcosa: sono i pensieri che si presentano spontaneamente nel dominio della nostra consapevolezza. E noi dobbiamo lasciarli liberi di venire e andare come preferiscono. Quando ci si presentano, dobbiamo osservarli, con un occhio clinico ed esterno, senza lasciarci coinvolgere, e sperimentarli in modo passivo. Non occorre scacciarli né tantomeno aggrapparsi ad essi; piuttosto bisogna lasciarli liberi di muoversi, apparire e sparire, ma senza che questi possano intaccare il nostro equilibrio e il nostro stato di consapevolezza.

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Il rilassamento consapevole è una parte fondamentale di ogni meditazione, sebbene spesso la sua durata nelle sessioni sia molto breve. Insieme alle tecniche di respirazione che ne rappresentano il prologo, e alle tecniche per placare la mente e di gratitudine che invece ne sono l’epilogo, il rilassamento consapevole è un momento imprescindibile della struttura di ogni meditazione completa.

Padroneggiare questa tecnica, per quanto difficile, è fondamentale se vogliamo imparare a meditare in modo efficace. D’altra parte, essa rappresenta il vero obiettivo di ogni meditante: riuscire a mantenere la consapevolezza senza sforzo, in ogni situazione e anche quando non possiamo sfruttare al meglio un oggetto di meditazione. Si tratta di una tecnica tra le più potenti, con enormi riflessi positivi nella vita di tutti i giorni.

Un esempio

Vediamo adesso un esempio pratico di come si può svolgere il rilassamento consapevole, come lo possiamo trovare in una normalissima meditazione.

Mantenendo una posizione comoda ma vigile, mentre la consapevolezza segue il respiro lento e misurato, lasciate la mente libera di vagare. Disogliete l’attenzione dal respiro e, senza imporvi alcunché, aspettate che i pensieri inizino ad affollare la vostra consapevolezza. Inizialmente lenti e radi, come delle piccole nuvole bianche che timidamente oscurano un cielo estivo, i pensieri, del passato e del futuro, fanno capolino oltre il limite della vostra coscienza. Ben presto, però, vi rendete conto che essi arrivano sempre più forti, con prepotenza, e cercano di sconquassare l’aria calma della vostra serenità.

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A questo punto, non fatevi prendere dal panico! Mantenete la calma e osservate qualcuno di questi pensieri, ma senza sforzarvi di rivolgere ad esso la vostra consapevolezza. Non seguitelo. Osservatelo solo finché sarà di fronte ai vostri occhi e, quando avrà deciso di allontanarsi per lasciare il posto ad un altro pensiero, lasciatelo andare. Non usate etichette e non cercate di trattenerlo o di seguirlo: lasciate che si allontani e che, eventualmente svanisca. Passate adesso al pensiero successivo e continuate finché non la mente non sarà completamente trasparente ad essi, calma nonostante il loro continuo andirivieni.

Potrebbe, in alcuni momenti, essere molto difficile mantenersi distaccati, perché potrebbe venirvi incontro un pensiero carico di emozioni, come ad esempio un momento stressante che vi è capitato a lavoro o magari una preoccupazione per un avvenimento futuro. In tutti i casi, non lasciate che i pensieri vi dominino e impedite alla mente di perdersi nel loro flusso. Continuate ad osservarli come farebbe un visitatore esterno, seguendo il turbinio ma mantenendo allo stesso tempo un senso di distacco e di profonda e assoluta calma.

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Quando sarete pronti, riportate l’attenzione ad un oggetto di meditazione, rendendovi conto di come la vostra concentrazione si sia fatta più profonda e apprezzando la calma assoluta che permea la vostra mente.


In estrema sintesi

  • Il rilassamento consapevole è la più importante di tutte le tecnica di meditazione
  • Ci insegna a meditare senza un oggetto ben preciso, lasciando la mente libera di vagare ma sempre consapevole
  • Come conseguenza, la mente impara la consapevolezza come risposta naturale al mondo, senza richiedere alcuno sforzo particolare nella vita di tutti i giorni

La tecnica in pillole

In una posizione comoda, mentre la consapevolezza segue il respiro, lasciate la mente libera di vagare

Lasciate che i pensieri la affollino, come farebbero naturalmente

Evitate però che la mente ne venga trascinata, anzi osservateli nel loro turbinio come un farebbe un visitatore esterno

Non fatevi coinvolgere, anche se si tratta di pensieri carichi di emozioni e di sensazioni

Mantenete sempre la consapevolezza su di essi

Impedite alla mente di aggrapparcisi e di seguirli, ma lasciateli andare e sparire quando sarà il momento

Contianuate finché la mente non sarà trasparente ai pensieri, finche mantenere il distacco non le sarà naturale

2 pensieri riguardo “Rilassamento consapevole

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