Lasciare le proprie abitudini

Ogni nuovo giorno è sempre uguale al precedente, a meno che non decidiamo che sia diverso


Ognuno di noi si sveglia al mattino e inizia la giornata seguendo una routine ben determinata. Ci laviamo i denti allo stesso modo, usando magari lo stesso dentifricio da anni, prendiamo il caffè di una certa marca, con una quantità di zucchero fissata. Poi usciamo di casa, seguendo sempre la stessa strada per andare nello stesso posto tutti i giorni. E lo facciamo senza prestare attenzione al mondo che ci circonda. Siamo abituiati a non concentrarci su tutte le cose che non riteniamo facciano parte della nostra esperienza diretta, rischiando però di perderci delle bellezze che potrebbero veramente rivoluzionare la nostra giornata.

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Nell’articolo di oggi parleremo proprio di questo nostro atteggiamento e di come siamo naturalmente portati a mettere il pilota automatico ogni volta che possiamo. Vi racconterò della mia esperienza da persona estremamente abitudinaria e di come mi sono reso conto di perdermi tante cose, non prestando la dovuta attenzione al mondo attorno a me.

Il pilota automatico

Fare azioni senza esserne pienamente consapevoli è sicuramente un aspetto molto comune della vita di tutti noi. Se quello che facciamo lo facciamo spesso, è normale imparare a non prestarvi attenzione e a lasciare che la nostra mente inconscia e i nostri muscoli agiscano autonomamente. Per quanto possa sembrare una cosa poco bella, in realtà il pilota automatico è un raffinato meccanismo evolutivo che la nostra specie ha perfezionato nel corso del tempo. Come tutti gli altri comportamenti inconsci (ne abbiamo anche parlato qui), non si tratta per forza di qualcosa di brutto. Infatti, il pilota automatico ci permette di svolgere azioni anche estremamente complesse, in modo assolutamente efficiente, lasciando la nostra mente libera di concentrarsi su altro e cercare soluzioni ad altri problemi. Ci permette di eseguire compiti complicati in modalità risparmio energetico, lasciando le nostre capacità libere e a disposizioni di altro. Massimo rendimento e minimo sforzo, insomma.

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Come per tutti gli altri meccanismi inconsci, però, quando il pilota automatico entra in gioco fuori dal contesto opportuno, gli svantaggi possono chiaramente superare i benefici. Se durante una passeggiata al parco per rilassarci camminiamo con il pilota automatico (certamente camminare è una di quelle attività che facciamo sempre e che non ci richiede consapevolezza), rischiamo di ignorare tutti i dettagli che ci circondano, come uno scoiattolo che ci si avvicina, particolarmente intraprendente, o i semi di un soffione che vengono lentamente dispersi dal vento. Certo, non si tratta di cose fondamentali alla nostra sopravvivenza, ma possono certamente contribuire a migliorare la nostra esperienza. Per questo motivo, abbandonarci alla routine e lasciare sempre il timone della nostra vita in mano al pilota automatico, può influenzarci negativamente e rendere le nostre esperienze meno coinvolgenti.

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La forza dell’abitudine

Come molte altre persone, anche io tendo ad essere una persona estremamente abitudinaria. Seguire una rigida routine è un modo come un altro per stare in tranquillità e tenere sotto controllo l’insicurezza e l’ansia. Se da una parte non c’è nulla di male ad agire in questi termini, dall’altra una vita eccessivamente abitudinaria tende ad essere noiosa e terribilmente ripetitiva. Inoltre, fare troppo affidamento sulle nostre abitudini può addirittura essere nocivo, se ad esempio ci disabituiamo a gestire gli imprevisti. Può succedere che tutto degeneri in un circolo vizioso per cui ci chiudiamo sempre di più al mondo esterno e diventiamo sempre meno capaci nel gestire gli eventi.

Nella mia vita ho sempre cercato di rifugiarmi nell’abitudine e nella routine il più possibile. Ho sempre fatto la doccia alla stessa ora, preso sempre lo stesso autobus per andare a scuola e mangiato periodicamente sempre le stesse cose. E crescendo il mio atteggiamento non è cambiato molto.

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Quando ho iniziato a lavorare ho deciso di prendere una casa vicino all’università, tanto che ogni mattina vado in laboratorio a piedi. Ovviamente, le strade possibili sono infinite e tutte equivalenti in termini di tempo. Tuttavia, ne ho scelta una, una volta, e da allora ho sempre seguito quella. In pochissimo tempo ho imparato a conoscere il percorso, tutti gli ostacoli da aggirare e le svolte da prendere, così ogni volta che vado al lavoro lascio libero il pilota automatico e nel frattempo mi concentro su altro. Penso alle cose che dovrò fare durante la giornata o quelle che ho fatto il giorno precedente, e si tratta di un modo molto efficiente di spostarmi (arrivo a lavoro già pronto e operativo). Per molto tempo ho avuto questo atteggiamento, senza mai metterne in dubbio gli effetti, ma con il passare dei mesi, ho iniziato ad essere sempre più insofferente. Ad un certo punto, ho iniziato a sentirmi apatico, senza stimoli, e tutto si ripercuoteva sulla mia esperienza quotidiana. Ogni giorno tornavo a casa e mi rendevo conto di essere sempre più insoddisfatto.

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Questo durò per molto tempo, finché un giorno non accadde una cosa. Si trattò di un evento davvero marginale, assolutamente di poco conto e trascurabile. Ma per me fu veramente una svolta. Mentre andavo a lavorare, mi trovai davanti ad uno sbarramento. Non ricordo cosa fosse successo, ma la strada era parzialmente chiusa e molte persone si affollavano nel passaggio ristretto. Non volendo affrontare la calca, decisi di seguire un percorso diverso. Mi sentivo un po’ strano, all’inizio, perché quella non era la mia strada per il lavoro, ma provano una bizzarra sensazione di vitalità, quasi euforia. Camminando, iniziai a guardarmi intorno. Spensi il pilota automatico e cominciai ad osservare ciò che mi circondava. Notai delle scritte divertenti su un muretto, vidi una foglia che veniva trasportata dal vento. Ma ciò che mi colpì fu una pianta, una semplicissima pianta. Era alta poco meno di un metro e sbucava dall’asfalto. Si stava avvinghiando ad un palo e aveva dei fiori viola semi chiusi, che lasciavano intravedere un giallo intenso all’interno. Mi fermai, per osservarla meglio e ci dedicai tutta la mia attenzione. Notai i dettagli dei fiori e dei minuscoli insetti che vivevano la loro esperienza spensierata al loro interno. Provai a toccarli e annusarli, dedicandoci davvero più tempo di quanto mi sarei aspettato.

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Certo, quel giorno arrivai tardi a lavoro, ma il mio atteggiamento era rivoluzionato. Mi sentivo pieno di vita, ero vivace ed esuberante. Trascorsi la mia giornata con il sorriso sulle labbra e, alla fine, quando tornai a casa mi sentì veramente soddisfatto. Era la prima volta da molto tempo. In realtà ero sorpreso, perché la giornata era stata davvero anonima, uguale a decine di altre che avevo già vissuto. Mi ci volle molto tempo per individuare l’origine delle mie nuove sensazioni. Capì che fu proprio quel fiore a farmi stare bene, o meglio che fu il fatto che mi fermai e ci dedicai del tempo. Quella semplice azione (rompere la routine e osservare) ebbe su di me un effetto a dir poco strabiliante, donandomi una gioia di vivere nuova.

Rompere le abitudini

Da allora, cerco sempre di arricchire la mia esperienza con qualcosa di diverso. Nulla di eccessivo, questo è chiaro. Per me è sufficiente fare la doccia al mattino piuttosto che alla sera, svegliarmi un’ora prima per fare una passeggiata, oppure prendere il caffè in un bar diverso prima di andare a lavorare. Bastano davvero delle piccole cose per stamparmi un sorriso sul volto e imprimere una direzione completamente diversa alla mia giornata. Ovviamente continuo ad essere un abitudinario, ma ogni volta che trovo la forza per lasciare la mia routine, mi rendo conto di vivere la giornata come se fosse un regalo, più consapevole di ogni singolo aspetto positivo della mia esistenza.

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Lasciar andare le nostre abitudini ci insegna a mettere un freno al pilota automatico e a vivere nuovamente la nostra vita da protagonisti. Ci permette di capire quando è bello essere consapevoli di quello che facciamo, e quando fermarci per prestare attenzione ad un dettaglio insignificante, che può veramente fare la differenza nella nostra giornata. Abbandonare la nostra routine aiuta ad illuminare il mondo attorno a noi con una luce diversa, mettendone in risalto dei colori ai quali altrimenti saremmo ciechi.


In estrema sintesi

  • Ogni giorno lasciamo il timone della nostra vita al pilota automatico
  • Riusciamo a svolgere azioni complesse senza dedicarci la minima attenzione
  • Tuttavia, rischiamo di perderci i dettagli più belli della nostra esperienza
  • Mettere un freno al pilota automatico e prestare maggiore attenzione e ciò che facciamo, può mostrarci un mondo completamente nuovo
  • Saremo in grado di vivere le nostre esperienze come protagonisti
  • Vedremo ciò che ci circonda sotto una luce completamente nuova

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