La tecnica della gratitudine

Una vita piena di gratitudine è una vita piena di felicità


Una delle cose che spesso mancano nella vita di tutti noi è la capacità di fermarci e osservare il mondo che ci circonda. Viviamo di corsa, saltando da un progetto all’altro, con migliaia di pensieri che invadono la nostra mente ogni giorno e spesso ci dimentichiamo di concentrarci sulle cose, piccole o grandi, che rendono la nostra vita degna di essere vissuta. Spesso ci riteniamo troppo impegnati, non abbiamo il tempo di prenderci una pausa e dirigere la nostra attenzione a ciò che abbiamo intorno e con cui interagiamo quotidianamente. Ne risulta un’esperienza di vita impoverita, vuota e spesso insoddisfacente. Arriviamo alla fine della giornata con un senso di incompletezza e disagio e non riusciamo a capire che, per evitarli, è sufficiente essere più consapevoli del mondo attorno a noi.

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Per dirimere la questione, la meditazione ci mette a disposizione molti strumenti utili. Con l’utilizzo delle principali tecniche, apprezzare le cose che fanno parte della nostra vita diventerà naturale e, giorno dopo giorno, ci sentiremo sempre meglio, saremo più appagati e felici.

Tra le tecniche che possono fare al caso nostro, una delle più adatte è sicuramente la tecnica della gratitudine. Si tratta di una pratica, tanto semplice quanto sottovalutata, che può davvero aiutarci ad osservare il mondo con i giusti occhi e insegnarci ad apprezzare veramente tutte le cose che caratterizzano la nostra esperienza.

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Essere grati

Quando è stata l’ultima volta che ci siamo fermati, fermati veramente? Quando è stata l’ultima volta che abbiamo toccato i nostri calzini, rendendoci conto di come ci tengono i piedi al caldo? Da quanto non ci soffermiamo ad osservare le persone che ci sono a fianco, riconoscendo come le loro azioni siano, per noi, una sorgente inesauribile di benessere?

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Per molti di noi, fare quanto detto sopra è impossibile. Siamo sempre alla ricerca di qualcosa, mai soddisfatti o paghi per quello che effettivamente abbiamo. Ci sentiamo vuoti, insofferenti, e cerchiamo rifugio transitorio in cose non importanti. Siamo così tanto abituati a questo modo di osservare il mondo, che spesso ci perdiamo la bellezza che fiorisce in ogni momento da esso. E, in un batter d’occhio, la nostra vita ci è sfuggita di mano e ci risulta sempre più difficile apprezzare ciò che di bello ci accade.

Imparare ad essere grati può davvero aiutarci ad invertire la rotta e a contrastare questa forza invisibile che ci vuole irrequieti e tristi, insegnandoci ad osservare la nostra esperienza con una rinnovata curiosità. Non importa che siano cose grandi o piccole, animali domestici o persone che conosciamo appena, essere grati di quello che ci circonda può fare davvero la differenza. Con questa consapevolezza, possiamo veramente imparare ad essere felici e spensierati, e a godere sempre delle esperienze che ci accadono, riuscendo a vedere il bello in ogni cosa.

La tecnica della gratitudine

Per ottenere questo grandissimo risultato, possiamo utilizzare una tecnica incredibilmente semplice: la gratitudine. Spesso questa pratica viene usata nell’ultima fase di una sessione (ma possiamo usarla anche al di fuori), e costituisce una sorta di cemento che solidifica e concretizza quello che abbiamo ottenuto meditando. Con la mente ancora calma, riusciamo così ad innamorarci nuovamente della nostra vita e a trasmettere i benefici della meditazione nel mondo in cui viviamo tutti i giorni, imparando ad osservarlo da un punto di vista completamente nuovo. Ogni giorno siamo circondati da moltissime cose di cui essere grati ma non ci facciamo tanto caso. Questa tecnica vuole proprio aiutarci a dirigere su di essi la nostra consapevolezza, ricavandoci soddisfazione e benessere.

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Ma in cosa consiste esattamente questa pratica? La tecnica della gratitudine spesso si può declinare in tre forme diverse che, usate con frequenza opportuna, possono massimizzare i benefici di un buon meditare.

La gratitudine quotidiana

Con la mente calma e placata, magari verso la fine di una sessione, pensate a tre cose di cui essere grati in quel particolare momento. Non è importante a cosa pensate. Possono essere oggetti, esperienze o persone. Possono essere cose per noi molto importanti (persone speciali, la nostra casa, la nostra salute), o delle piccolezze a cui magari non facciamo molto caso (i nostri calzini, il nostro letto, la barista che ci fa il caffe tutte le mattine, il caffè stesso). Prendetevi tutto il tempo che vi serve per esplorare la giornata che avete appena trascorso o quella che state per vivere, e individuate con calma le tre cose su cui dirigere la vostra gratitudine. È importante essere sinceri con noi stessi e capire veramente se siamo grati, e perché. Può succedere che non ci venga in mente niente, e andrebbe bene lo stesso, ma se sentite di provare gratitudine, esplorate questo sentimento. Quando siete pronti, provate a formulare chiaro in mente questo pensiero:

Sono grato/a di (oggetto di gratitudine), perché (motivo di gratitudine)”.

Fatelo per ognuna delle tre cose a cui avete pensato. Inoltre, cercate sempre di pensare a cose diverse ogni giorno, esplorando a fondo le vostre esperienze di vita. Inizialmente potrà sembrare difficile, ma con la pratica vi sorprenderete di tutte le cose che vi rendono la vita migliore.

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La gratitudine come resoconto

Se da una parte è importante applicare la tecnica della gratitudine giornalmente come modo per apprezzare tutte le cose che fanno parte della nostra vita, dall’altro può essere utile, una volta ogni tanto, usare la gratitudine per fare un resoconto delle nostre esperienze. Di solito, questa versione della tecnica si applica alla fine della settimana. In questo caso, chiediamoci quali siano le cose che sono andate bene nei giorni precedenti, dei risultati che abbiamo ottenuto, delle difficoltà che abbiamo superato, di una nuova conoscenza che ci ha colpito particolarmente. Qualunque cosa che ci faccia dire “sono grato/a di …, perché …” va bene. Anche in questo caso, l’importante è prendersi tutto il tempo necessario per esplorare le nostre esperienze, osservarle con consapevolezza e individuare le tre cose nei cui confronti proviamo la gratitudine più profonda.

La gratitudine e la compassione per sé stessi

Molto spesso, siamo portati a giudicarci in modo severo per ogni cosa che va storta. Ci dimentichiamo di quanto ci vogliamo bene e ci concentriamo solo sui nostri aspetti negativi. Quest’ultima declinazione della tecnica di gratitudine serve proprio per evitare questo. Invece di portare la nostra attenzione a qualcosa di esterno ed esserne grati, rivolgiamo il nostro occhio su noi stessi. Individuiamo tre caratteristiche di noi stessi che ci piacciono e ci permettano di completare il pensiero di gratitudine. Anche in questo caso, possono essere le cose più disparate. Può essere una nostra caratteristica fisica che apprezziamo particolarmente, oppure un modo di affrontare i problemi. Può essere il nostro altruismo oppure cose meno impegnative, come le nostre doti culinarie o la maestria con il cucito. Qualunque cosa va bene. In questo modo, concentrandoci su ciò che amiamo di noi, impariamo con il tempo ad apprezzare anche quelle caratteristiche che, inevitabilmente, vorremmo nascondere.

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In tutti i casi, la tecnica della gratitudine è un potentissimo strumento per aiutarci a vivere al meglio le nostre esperienze. Ci insegna ad essere compassionevoli, ad apprezzare ogni piccola cosa nella nostra vita e a scovare il bello anche nella giornata più buia. Imparare ad essere grati ci apre ad un mondo nuovo e più sereno, aiutandoci a raggiungere una pace e una pienezza che difficilmente potremmo raggiungere in altro modo.


In estrema sintesi

  • Essere grati delle cose che ci circondano può veramente insegnarci ad essere felici
  • Ci rende più appagati e migliora le nostre esperienze
  • Ci insegna la compassione e a vedere il bello anche nei momenti più brutti

La tecnica in pillole

A mente calma, pensate alla vostra vita e alle cose che ne fanno parte

Individuate qualunque cosa, persona, animale o altro che rientra nella vostra esperienza quotidiana e nei cui confronti provate gratitudine

Selezionate tre di queste cose e formulate il pensiero “sono grato/a di …, perché …”

In alternativa, formulate il pensiero riguardo tre cose che sono andate bene nei giorni precedenti, oppure tre caratteristiche di voi che apprezzare in modo particolare

Tornate alla vostra esperienza quotidiana, più consapevoli del bello che affolla la vostra vita e la vostra esperienza

10 pensieri riguardo “La tecnica della gratitudine

  1. Nel mio quotidiano non pratico la meditazione, o forse sì? Mi piace mettermi a pensare e mi perdo nei miei pensieri, oppure a volte lo faccio mentre ascolto musica. Ma è vero che c’è differenza tra queste cose e la vera meditazione? In ogni caso, nonostante io non mediti come forse si dovrebbe fare, sono grata alla vita e riesco a godermi gli attimi… mi piace, per esempio, quando mangio qualcosa, annusare quel cibo prima di mangiarlo, oppure se è un dolce sento sotto alle dita la sua consistenza. Sono grata alla vita anche quando alzo gli occhi al cielo e quel cielo è terso, allora a volte mi viene naturale dire “Grazie Dio!”, ed è bello mettersi a guardare quel cielo. Poi ci sono tante piccole attenzioni che non sto qui ad elencare… e poi ammetto che ci sono anche quei giorni in cui si è un po’ distratti e si dimentica di alzare gli occhi al cielo… capita 🤷‍♀️

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    1. Di fatto anche questo è meditare, in senso lato. Se sei consapevole di quello che ti accade, se porti l’attenzione consapevole ai dettagli del mondo che ti circonda, apprezzandoli, ecco che di fatto stai meditando. Anche il mangiare consapevolmente (spesso viene chiamato mindful eating) è una tecnica di meditazione molto bella e molto potente. La vera differenza forse è che la meditazione ha molte più sfaccettature e tecniche diverse per ottenere ogni volta benefici un po’ diversi, però direi che sei molto più avanti di molte altre persone (per esempio di me quando ho cominciato 😁).

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      1. Che bello! 😃 mi fa piacere.
        Concordo anche con il fatto che effettivamente la meditazione usa delle tecniche specifiche, soprattutto ci sono delle posizioni… ecco, io provai a mettermi in posizione, provai anche a fare dei respiri e cose così, ma allora non mi sentivo natuale, mi sembrava una cosa troppo “indotta” e un po’ mi veniva anche da ridere e mi sentivo buffa 😆 . Poi può essere il motivo stava nel fatto che erano le prime volte, e però poi non ci sono più tornata.

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      2. Le prime volte è normare sentirsi “strani”. Quando ho cominciato mi sentivo quasi ridicolo, e i giudizi degli altri certamente non hanno aiutato. Alla fine però si giunge ad un livello per cui diventa tutto naturale e piacevole. Come in molte cose, basta superare i primi ostacoli, interni o esterni, e poi tutto è in discesa 😁

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      3. Avendo tu una buona predisposizione, ti consiglio di dare una possibilità alla meditazione. Prova inizialmente a fare solo quello che ti fa sentire a tuo agio e vedrai che sarà più facile cominciare 😁

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