L’apprezzamento

Apprezza tutto ciò che c’è da apprezzare e sii giusto/a


Ogni giorno siamo portati ad affrontare nuove sfide, a sormontare nuove difficoltà, e spesso riusciamo ad ottenere dei risultati che per altri sono irraggiungibili. Tuttavia, nella nostra vita quotidiana molte volte lasciamo passare questi successi, anche piccoli, senza dare loro la giusta importanza, mentre tendiamo a concentrarci eccessivamente su tutti i fallimenti. Non siamo mai benevoli nei nostri stessi confronti, mentre siamo sempre pronti a giudicarci e fustigarci per ogni piccolo errore. Non solo, tendiamo sempre a vedere i fallimenti, per quanto insignificanti, come qualcosa di enorme e assolutamente fondamentale, mentre sminuiamo ogni cosa buona che riusciamo a fare, considerandola irrilevante.

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Essere amorevoli nei propri confronti e apprezzare sé stessi, per i piccoli e grandi successi della propria vita, è una tappa essenziale lungo strada verso la felicità. Riconoscere i nostri meriti, prima ancora che lo facciano gli altri, è un prerequisito per stare bene nel mondo e vivere le esperienze in modo sano, dando loro il giusto peso e ottenendo da esse la gratificazione che meritiamo.

Nel breve articolo di oggi voglio approfondire la questione, raccontando di un’esperienza personale di consapevolezza e apprezzamento nei propri confronti (con i soliti filtri per riservatezza). Vedremo che essere giusti riguardo sé stessi, mostrando compassione ed equanimità, dona un aspetto completamente nuovo alle nostre esperienze, generando soddisfazione e un senso di duraturo benessere. Non solo! Riconoscere i propri meriti è di per sé uno stimolo a fare sempre meglio, alimentando un circolo virtuoso da cui usciamo sempre più appagati e soddisfatti.

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Le sfide quotidiane

Sono una persona abbastanza attiva. Cerco sempre di riempire i miei momenti di pausa con svaghi e distrazioni, ma che spesso hanno una componente di crescita personale. Ad esempio, mi piace imparare le lingue straniere e una buona parte del mio tempo libero la passo studiandole, come fosse un passatempo. Questo racconto riguarda proprio un momento di questo tipo.

Ero in metropolitana e mi stavo recando da alcuni amici. Come faccio spesso durante gli spostamenti, stavo sfruttando il momento di calma per studiare una lingua straniera grazie ad alcune applicazioni. Solitamente sono abbastanza produttivo, e riesco a svolgere la lezione in breve tempo e con una discreta soddisfazione, ma in quel particolare momento le cose erano molto diverse dal solito. Continuavo a fare degli errori, non riuscivo ad ottenere dei risultati e ad ogni tentativo non facevo altro che fallire. Solitamente, dedicarmi a queste attività mi faceva stare bene, ma in quel frangente mi sentivo molto frustrato, nonostante fosse una cosa, di fatto, di pochissimo conto. Anzi non riuscivo proprio a dare il giusto peso al piccolo fallimento che mi trovavo di fronte, a metterlo in prospettiva, con il risultato che ogni minuto che passava ero sempre più teso e irritato. Con il senno di poi, mi rendo perfettamente conto che fosse sicuramente una reazione esagerata, ma sul momento non riuscivo ad accettare di stare sprecando il poco tempo libero che avevo a disposizione.

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D’un tratto, però, successe una cosa incredibile, per quanto piccola, e assolutamente inaspettata. Una ragazza era seduta di fianco a me. Solitamente non intrattengo grandi conversazioni con degli sconosciuti sui mezzi e anzi mi irrito se qualcuno mi disturba, ma quella volta il suo intervento fu salvifico. Mi toccò la spalla, scusandosi per il disturbo e per aver sbirciato sul mio cellulare, e mi parlò. Mi disse di essere una madrelingua nella lingua che stavo studiando e si congratulò con me. Disse che era davvero eccezionale il fatto che stessi imparando un’altra lingua, anche una molto difficile, e che avrei dovuto essere fiero di me. Non tutti sarebbero stati in grado di studiarla senza aiuto, continuò, e che, da quanto poteva capire, avevo già raggiunto un buon livello. La mia reazione fu veramente sciocca e non riuscì a fare altro che ringraziarla, nella sua lingua, in modo anche molto impacciato. Mi scusai, anzi, per il mio accento e lei rispose che non c’era assolutamente ragione di scusarsi, e subito dopo scese.

Rimasi lì, inebetito. Fu solo dopo pochi minuti che mi resi conto di quanto era effettivamente accaduto. Ripensai alle sue parole e, grazie ad esse, riuscì a mettere le cose nella giusta prospettiva. Smisi di studiare, perché chiaramente quello non era il mio momento, ma non mi sentì frustrato, non me ne feci una colpa. Anzi, strano ma vero, ero molto soddisfatto di me. Mi ero reso conto, per la prima volta, di quanto fosse veramente difficile ciò che stavo facendo, e di quanto fosse grande il successo che, fino a quel momento, avevo ottenuto. Mi ritrovai, senza volerlo, a sorridere e mantenni quell’atteggiamento benevolo e positivo per tutto il resto della serata. Le parole di quella ragazza, di quella perfetta sconosciuta di cui non conosco neanche il nome, mi avevano aiutato. E non solo in quel momento. Da allora, ho iniziato a guardare i piccoli successi e insuccessi della mia vita con un occhio nuovo, con una consapevolezza di cui non pensavo di essere capace. Da allora, i piccoli fallimenti non sono più eventi tragici, che mi travolgono e mi fanno sentire abbattuto e nervoso, mentre apprezzo molto di più i successi, per quanto contenuti, con un senso di soddisfazione che raramente riuscivo a provare prima.

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Essere giusti

Da questa storia si possono trarre tutta una serie di messaggi, che possiamo riassumere con una breve, semplice frase: sii giusto/a. Occorre infatti essere giusti con noi stessi, essere onesti e imparare a riconoscere i nostri meriti, con lo stesso fervore con cui evidenziamo i nostri demeriti. Per imparare ad essere felici, è necessario imparare a non giudicarci se non in modo benevolo e obiettivo, e sempre e solo con lo scopo di migliorare noi stessi. In più, dobbiamo imparare ad essere giusti anche nei confronti degli altri, perché una piccola parola, un piccolo complimento o semplicemente un piccolo gesto, per quanto in apparenza insignificante, possono avere un impatto strabiliante sulla vita e l’esperienza delle altre persone.

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In estrema sintesi

  • Apprezzare i propri successi è molto più difficile che concentrarsi i propri fallimenti
  • Spesso, non diamo il giusto peso a tutte le cose buone che facciamo e ai risultati che otteniamo
  • Imparare l’apprezzamento nei propri confronti è una tappa essenziale verso la felicità e la soddisfazione personale
  • Riconoscere i propri meriti alimenta un circolo virtuoso di benessere e stimoli positivi, da cui usciamo migliorati, sempre più soddisfatti di noi stessi e profondamente appagati

3 pensieri riguardo “L’apprezzamento

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