I cambiamenti


Ogni cosa scorre, come acqua tra le dita. Non si può arrestare.

Ogni persona vive cercando un proprio equilibrio. Tendiamo a fissarci dei paletti, dei punti di riferimento, ogni volta che possiamo, e ci costringiamo ad agire in essi. Ci sentiamo protetti, a casa nostra, all’interno di una bolla che ci costruiamo e da cui non usciamo mai. Alcune volte, però, le cose non vanno come vorremmo e siamo costretti ad abbandonare i nostri personalissimi punti cardinali.

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Il cambiamento, per quanto non lo vorremmo, è una costante nella vita di ognuno, e molto spesso avviene a prescindere da ciò che desideriamo. Il fatto che le cose e le situazioni cambino può essere una fonte di stress, una causa di sofferenza, soprattutto se siamo attaccati a ciò che, inesorabilmente, muta. Che sia per un lavoro che facciamo da tempo, per la casa in cui abitiamo o per un paio di scarpe, provare attaccamento prepara il terreno per il nostro malessere. Rifiutare di accettare il cambiamento che ci viene imposto è una reazione normale ma assolutamente deleteria, che ci porta a stare male anche di fronte a qualcosa che invece può essere un’opportunità.

Nell’articolo di oggi vorrei parlare di come la nostra propensione verso la staticità possa innescare meccanismi distruttivi all’interno della nostra mente, e di come anche il solo desiderio dello status quo possa gettare oggi il seme di una sofferenza futura. Vedremo come, invece, abbracciare il cambiamento, non solo come qualcosa di inevitabile ma anche come qualcosa di intrinsecamente bello, possa mostrarci un modo diverso di vivere o fare le cose, aprendo la strada a nuove prospettive a un mondo di possibilità che altrimenti ci perderemmo.

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La vita statica

Tutti noi siamo, in misura variabile, persone abitudinarie. Abbiamo le nostre routine, le nostre “cose” che ci fanno sentire al sicuro. Con il passare del tempo, tendiamo in modo naturale verso un mondo fatto di riferimenti. Pian piano, perdiamo quella propensione giovanile, anche fanciullesca, verso il cambiamento e ci costruiamo un mondo su misura, in cui possiamo fare sempre le stesse cose e stare bene.

Ci circondiamo sempre delle stesse persone, andiamo sempre negli stessi posti e facciamo sempre le stesse cose. E ci va bene così. Questo modo di fare, come molte altre cose di cui abbiamo parlato, non è necessariamente negativo. Anzi, è un’espressione di quella tendenza tutta umana verso il principio del “massimo rendimento, minimo sforzo”, verso quel modo di fare che tende a massimizzare l’efficienza.

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Amplificare gli sconvolgimenti

Tuttavia, se da una parte la ricerca dei punti fissi è una propensione del tutto naturale, alcune volte può porre le basi per dei veri e propri stravolgimenti. Se facciamo troppo affidamento alla nostra personale bussola, alla nostra stella polare, un cambiamento può sconvolgerci ben oltre il necessario. Maggiore è l’attaccamento a qualcosa, maggiore sarà la sofferenza quando quel qualcosa, per sua stessa natura, andrà a cambiare.

Soprattutto quando il cambiamento è necessario e sfugge al nostro controllo. In quel caso, non solo ci sentiamo senza un punto di riferimento, ma ci sembra come se esso ci venisse strappato con violenza. Ci sentiamo totalmente inermi, in balia di forze esterne che ci costringono ad uscire dalla nostra area protetta. E questo ci sconvolge.

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Per fare un esempio, è come se ci trovassimo nel deserto e l’unica quantità d’acqua in nostro possesso si trova nel cavo delle nostre mani. Mentre avanziamo, siamo tranquilli perché abbiamo l’acqua a nostra disposizione e ci sentiamo al sicuro perché è sotto il nostro controllo. Ma quando ci accorgiamo che l’acqua sta evaporando perdiamo il riferimento. Siamo disperati perché non c’è nulla che possiamo fare per evitare di perdere la poca acqua rimasta e non riusciamo a vedere nessuna soluzione al problema. Ci sentiamo indifesi e in preda al panico e avanziamo a testa bassa, osservando l’acqua che svanisce.

Abbracciare il cambiamento

Evitare l’amplificazione del malessere di fronte al cambiamento è possibile. Per farlo è sufficiente riconoscere il cambiamento in sé e, con consapevolezza, abbracciarlo. Riconoscere che ogni cosa scorre, cambia e si evolve è il primo passo per imparare ad affrontare tutte le situazioni senza il bisogno di un bastone a cui aggrapparci. Essere consapevoli che il nostro nord può spostarsi e che la nostra stella polare può spegnersi ha un effetto positivo sul nostro modo di metterci di fronte agli avvenimenti.

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Da una parte ci prepara ad ogni eventualità, nel caso migliore quanto in quello peggiore, permettendoci di risolvere i problemi che si presentano in breve tempo, senza disperarci. D’altra parte, ci permettere di mantenere la mente più aperta e ricettiva, dandoci la possibilità di cogliere nuove opportunità. Per tornare all’esempio del deserto, sollevando gli occhi dalle mani e lasciando che l’acqua evapori potremmo renderci conto che a pochi passi di distanza abbiamo una fiorente oasi.

Attenzione a non fraintendere, però. Non sto dicendo che sia sbagliato ricercarsi un posto tranquillo in cui rifugiarci. Cercare e trovare un nostro equilibrio è quanto mai giusto. Occorre però pensare ad esso non più come un equilibrio eterno e assoluto, immutabile e imperturbabile, ma piuttosto come ad un equilibrio transitorio, di passaggio. Un equilibrio dinamico, che si evolve continuamente e noi con lui. Dobbiamo riconoscere che la stasi in cui qualche volta approda la nostra vita sia temporanea, come l’acqua di un fiume che rallenta e quasi si ferma incontrando un’ansa ma che, prima o poi, tornerà a scorrere, a volte calma, a volte impetuosa e turbolenta. Come un’acqua che, però, continuando a fluire, prima o poi si riverserà in un mare immenso, in una vastità di meraviglia e possibilità.

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In estrema sintesi

  • L’attaccamento ai punti saldi della nostra vita può causarci malessere
  • Quando qualcosa cambia, se non accettiamo il cambiamento proviamo sofferenza e stress
  • Abbracciare il cambiamento, accettarlo come qualcosa di inevitabile e accoglierlo come sorgente di opportunità ci insegna a mantenere la mente aperta e ricettiva
  • Ci mostra come vivere al meglio una vita, per sua stessa natura, mutevole

3 pensieri riguardo “I cambiamenti

  1. La mia vita è stata un continuo cambiamento: lavoro, città, amici, fisico (anche causa malattia).
    L’ultima parte del tuo post mi appartiene, ho sempre abbracciato i cambiamenti, accolti come una crescita, anche quelli dolorosi. Non ho paura di ciò che può cambiare nel mio percorso, ma alcune cose devono restare, ferme, devono convivere con me non se ne possono andare, e quelle sono l’ancora a cui mi appoggio in caso di tempesta.
    Dovremmo raggiungere sempre un equilibrio, ma non tutti ne siamo capaci e non sempre è possibile.
    Bel post, grazie.

    Piace a 1 persona

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