L’imbarazzo e l’umiliazione

Apprezza le tue particolarità: te le sei guadagnate!


Nella vita di tutti i giorni attraversiamo spesso uno spettro molto vasto di emozioni. Se siamo fortunati, si tratta di emozioni positive, belle, come la soddisfazione. Molte volte, però, veniamo assaliti da emozioni fortemente negative, che ci fanno sentire molto a disagio, se non completamente male. Alcune di queste sono emozioni “attive”, che cioè ci portano ad avere una reazione forte nei confronti del mondo esterno, come la collera; altre, invece, sono più “introspettive”, e ci spingono a reagire tenendo tutto dentro, come l’imbarazzo e l’umiliazione.

In questi casi, si tratta di emozioni subdole, che hanno un grande impatto sulla nostra esperienza, anche perché spesso non si accompagnano ad una valvola di sfogo. Ce le teniamo dentro, cercando di metterle sotto al tappeto, mentre esse cercano di attirare la nostra attenzione e conquistare la nostra consapevolezza. Paradossalmente, più cerchiamo di ignorarle, più esse guadagnano forza, diventando un nostro punto debole anche a grande distanza di tempo, e influenzando le nostre esperienze e i nostri rapporti.

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Nell’articolo di oggi voglio parlare di come l’imbarazzo e, in estremo, l’umiliazione, possano essere emozioni molto comuni nell’esperienza di tutti noi, di come siano sempre dietro l’angolo, anche se cerchiamo di evitarle. Vedremo come la reazione più comune ad esse sia quella di nasconderle agli altri e a noi stessi, e di come, invece, potremmo reagire per gestirle al meglio, sottraendo ad esse tutto il loro potere.

L’origine dell’imbarazzo

Ognuno di noi ha, nascosta nell’armadio, una serie di cose che non vorrebbe gli altri sapessero. Può trattarsi di una caratteristica personale, qualcosa dell’aspetto fisico o del nostro comportamento, azioni che potrebbero sembrare strane, passioni o passatempi. È ovviamente una cosa normale. Alcuni di noi, magari più riservati, hanno un bagaglio più pesante di altri, ma in ogni caso, viviamo con queste cose un rapporto alquanto particolare. Le sentiamo come nostre e nostre soltanto, e quindi non siamo a nostro agio se qualcuno le vede. Anzi, solo il rischio che ciò accada spesso scatena in noi emozioni come, appunto, l’imbarazzo.

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Quando parliamo di imbarazzo, ci riferiamo in realtà a due cose contemporaneamente. È imbarazzo, ad esempio, quella sensazione che alcuni di noi provano quando ricevono un complimento, quando vengono apprezzati in qualche modo. Non tutti, certo, ma molti di noi reagiscono in questo modo apparentemente bizzarro a situazioni di fatto positive. In questo caso, l’imbarazzo è forse qualcosa di bello, anche perché nella maggior parte dei casi nasce dall’interazione con persone che ci piacciono, con cui abbiamo un certo livello di confidenza, un buon rapporto, e nei cui confronti proviamo affetto. Si tratta, in questa forma, di un’emozione positiva, il cui effetto è quello di irrobustire un rapporto con un’altra persona.

In altri casi, invece, l’imbarazzo ha una connotazione decisamente negativa, quando ad esempio vengono rivelate cose che non vorremmo far sapere, a persone con le quali abbiamo un rapporto meno profondo.

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Nei casi più estremi, l’imbarazzo può degenerare in vera e propria umiliazione, soprattutto se dall’altra parte c’è l’interesse a mettere il dito nella piaga, e sottolineare la stranezza di ciò che è stato rivelato. In quest’ultimo caso, la reazione tipica è quella di paralizzarsi, magari cercare di negare, anche se non sempre possibile, e provare ogni strada per superare il momento e dimenticare l’imbarazzo quanto prima.

Se proviamo umiliazione, la reazione può essere anche più estrema: ci chiudiamo completamente, smettiamo di interagire, ci distraiamo ed estraniamo dal momento attuale e fuggiamo appena ne abbiamo l’occasione. Inoltre, spesso le sensazioni negative che proviamo in quel momento si aggrappano alla nostra mente, la riempiono completamente e ne influenzano i pensieri. E anche dopo moltissimo tempo, può capitare che torni in mente quel particolare istante e proviamo, con la stessa intensità del momento, ancora una volta imbarazzo e umiliazione.

La testa sotto la sabbia

Ogni volta che una cosa del genere ci accade, la reazione immediata che abbiamo è sempre la stessa: mettiamo la testa sotto la sabbia. Che sia un momento di imbarazzo positivo, negativo o vera e propria umiliazione, quello che facciamo di fronte ad esso è cercare di ignorarlo, distraendoci consapevolmente. Rivolgiamo la nostra attenzione ad altro, sperando che il momento passi da solo in modo indolore. Facendo ciò, però, quello che otteniamo è solo di dare maggiore forza all’imbarazzo. Di fatto, reagendo in questo modo riconosciamo di fronte a noi stessi che la cosa imbarazzante in questione ha tutte le ragioni di esserlo. Riconosciamo implicitamente che si tratti di qualcosa di strano, forse anche sbagliato, facendo sì che ogni volta il livello di imbarazzo che proviamo sarà sempre maggiore. Peggio ancora, potremmo convincerci che ciò nei cui confronti proviamo imbarazzo sia effettivamente così sbagliato da decidere di abbandonarlo, se possibile. Magari si tratta di un passatempo che ci fa stare bene, ma che decidiamo di non fare più. Cerchiamo quindi di uniformarci, abbandonando a poco a poco tutte quelle piccole cose, anche magari stranezze, che ci caratterizzano.

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L’accettazione

Il modo migliore di reagire a queste situazioni sarebbe in realtà un altro. Di fronte all’imbarazzo, dovremmo imparare ad essere più comprensivi nei nostri confronti, compassionevoli, piuttosto che dare troppo peso a ciò che all’esterno si pensa di noi. Dovremmo riconoscere che, qualunque cosa sia, è nostra, ci caratterizza e ci rende diversi dagli altri. Non importa l’opinione altrui: dovremmo imparare a riconoscere che ciò che ha davvero importanza è l’opinione che abbiamo di noi stessi. Se a noi piace e ci fa sentire a nostro agio, ebbene non c’è nulla di male. Non sto dicendo che bisogna evitare di essere riservati. È giusto che ognuno viva le cose nel modo che preferisce, e se qualcosa la vuole tenere per sé, ben venga. D’altra parte, se una di queste cose viene rivelata, dovremmo cercare di accettarla per quello che è, ignorando ciò che ci viene detto. Se poi l’interazione con un’altra persona inizia ad essere oppressiva, occorre porre un limite all’altra persona, non a noi stessi.

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Facendo ciò, depotenziamo l’imbarazzo e l’umiliazione. Continuiamo certamente a provarli, magari con grande intensità, ma sottraiamo ad essi il potere di dominarci. Diventiamo più resilienti e riusciamo a tornare in uno stato di benessere, molto più velocemente. Riusciamo così a superare questi momenti con uno sforzo minore. Inoltre, riusciamo a goderci al meglio i rapporti, imparando anche a riconoscere quelli più sinceri e profondi, riuscendo a capire chi, intorno a noi, ci aiuta veramente a stare bene.


In estrema sintesi

  • L’imbarazzo è una sensazione molto comune, che può influenzare la nostra esistenza
  • Può avere una connotazione positiva, se provata di fronte a persone con cui siamo a nostro agio
  • Può, però, portare con sé un grande fardello di disagio, al punto da diventare umiliazione
  • In questi casi, rovina l’esperienza e i rapporti con gli altri
  • Tendiamo a fuggire questi momenti, nascondendo la testa sotto la sabbia
  • Invece, dovremmo imparare ad accettare noi stessi, con ogni caratteristica, apprezzando ogni aspetto del nostro essere
  • Dovremmo imparare a prestare attenzione a quello che siamo e che ci fa stare bene, piuttosto che all’opinione degli altri

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