Meditare apprezzando sé stessi

Imparare ad amare sé stessi vuol dire imparare ad essere felici


Accettare e apprezzare noi stessi, con tutte le nostre caratteristiche, è uno degli insegnamenti più importanti della meditazione, e imparare a farlo è uno dei principali obiettivi. Il desiderio di accettare sé stessi è spesso uno dei motivi per cui ci si avvicina a questo mondo, anche se molte volte è un traguardo difficile da raggiungere e richiede pratica e impegno. Apprendere la compassione verso noi stessi, infatti, può essere molto complesso e può richiedere davvero tanto lavoro. Il motivo è che siamo abituati, sin da piccoli, a rifuggire quelle caratteristiche che non amiamo, a nasconderle o cercare di cambiarle, perché altri non le vedano. Ci viene insegnato, direttamente o in modo subdolamente indiretto, che alcuni aspetti del nostro essere “non vanno bene” e quindi siamo portati a rifiutarli, a non accettarli. E questo comportamento può nascondere il seme di un malessere che, con il passare nel tempo, può intrappolarci in una gabbia di rifiuto e negazione.

Photo by Anete Lusina on Pexels.com

La meditazione può essere uno strumento potentissimo per liberarsi di questo giogo, per imparare a non giudicare noi stessi, anzi accettando ogni aspetto della nostra vita, che lo riteniamo bello o brutto. Nell’articolo di oggi vedremo un esempio di meditazione guidata, di durata medio–lunga, in cui useremo, come conclusione, la tecnica della gratitudine, ma declinata nella forma di gratitudine per sé stessi. Questo tipo di meditazione, ripetuta più volte nel tempo, ci insegna ad amare noi stessi, ad osservare le nostre caratteristiche con curiosità e senza alcun giudizio, e ad apprezzare ogni cosa di noi che incontriamo esplorandoci.

Come al solito, sentitevi liberi di organizzare la meditazione guidata come preferite, registrandovi e riproducendo la vostra voce mentre segue le istruzioni, oppure andando a braccio. Cercate sempre di fare solo ciò che vi fa sentire a vostro agio, gestendo la sessione nel modo che vi si addice di più.

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Le tecniche

Le tecniche che andremo ad usare oggi sono, oltre alla consueta tecnica del respiro come introduzione, la tecnica del conteggio dei respiri, come tecnica principale, e la gratitudine verso sé stessi in conclusione. L’idea di base di questa meditazione guidata è molto semplice: cominciando con la consueta respirazione, aiutiamo la nostra mente nella transizione tra la vita quotidiana e la sessione che decidiamo di intraprendere; una volta che la mente si è calmata ed è entrata nello stato d’animo giusto per una meditazione soddisfacente, useremo la tecnica del conteggio dei respiri per giungere ad un livello profondo di concentrazione, così da aiutare la mente a liberarsi dai pregiudizi e dalle distrazioni esterne e interne. Infine, una volta che la mente si è placata a livello profondo e si è liberata della sua naturale tendenza a giudicare, passeremo alla tecnica di gratitudine, rivolgendoci a noi stessi piuttosto che a qualcosa di esterno.

Come al solito, vi consiglio di riguardare le tecniche in questione, prima di addentrarvi in questa meditazione, di modo da sfruttarle al meglio.

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I tempi

La meditazione di oggi è pensata per una durata di circa 7 minuti. Tuttavia, quando si usa la gratitudine rivolgendola a sé stessi, spesso si preferisce non darsi un tempo vero e proprio. Infatti, è consigliabile prendersi tutto il tempo necessario ad esplorare noi stessi e le nostre caratteristiche, per individuare quelle di cui siamo più grati e che vogliamo apprezzare di più.

La meditazione

Scegliete una posizione comoda, seduta o sdraiata, che vi permetta di rimanere vigili.

Mettetevi comodi, di modo che ogni parte del corpo sia rilassata, senza dolore o tensione.

Quando siete pronti, chiudete lentamente gli occhi e cominciate a respirare.

Iniziate con dei respiri profondi, facendo in modo che ogni respiro duri un po’ più del precedente.

Seguite il flusso d’aria, dentro e fuori.

Se perdete la concentrazione, non preoccupatevi: riportate la mente al respiro con gentilezza e magnanimità.

Continuate a respirare profondamente e, quando siete pronti, lasciate che il respiro torni alla normalità.

Seguitelo con curiosità, senza controllarlo.

Concentratevi sul petto che segue il ritmo calmo della respirazione e provate a sentire la sensazione dei vestiti che accarezzano il vostro corpo o della pelle che si tende durante l’inspirazione.

Continuate a respirare mantenendo la concentrazione, finché la mente non si è placata del tutto.


Cominciate ora a contare i respiri.

Pensate “uno” durante l’inspirazione, lenta e profonda, e poi “due” buttando fuori tutta l’aria.

Continuate con “tre” e “quattro” nelle due fasi successive e così finché non raggiungete il dieci.

Se vi distraete e perdete il conto, non fatevene una colpa: riconoscetelo e ricominciate da capo, con assoluta e profonda serenità.

Non giudicatevi per esservi distratti, piuttosto apprezzate il punto che avete raggiunto.

Ripetete il ciclo più volte, finché ne avete voglia, e quando la vostra mente avrà raggiunto la concentrazione e il raccoglimento che sentite giusto, passate alla gratitudine.


Respirando tranquillamente, portate la vostra attenzione a voi stessi, con serenità.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve per esplorare la vostra persona, il vostro corpo, i vostri comportamenti.

Pensate a tutte le vostre caratteristiche con equanimità, senza apporre alcun giudizio.

Quando siete pronti, individuate le tre cose di voi nei cui confronti provate più gratitudine.

Possono essere cose piccole, e di poca importanza, oppure qualcosa di molto profondo.

Qualunque caratteristica va bene.

Adesso, per ognuna delle tre cose, formulate il seguente pensiero: “sono grato/a di …, perché … “, e ogni volta soffermatevi sulla ragione della vostra gratitudine.

Se può farvi stare bene, concedetevi un sorriso ogni volta che ne sentite il bisogno.

Quando avrete fatto, mantenete lo stato di calma, in cui vi trovate.

Concentratevi nuovamente sul flusso d’aria e fate un ultimo respiro profondo: dentro e fuori, lentamente.

Aprite lentamente gli occhi.

Concedetevi un sorriso leggero, ripensando alla gratitudine che provate e di cui adesso siete pienamente consapevoli, apprezzando il momento di tranquillità e benessere che vi siete regalati.

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In estrema sintesi

  • Apprezzare se stessi è uno degli obiettivi ultimi della meditazione
  • Si tratta di un passo fondamentale, necessario, verso la felicità
  • Spesso è difficile, perché ci viene insegnato sin da piccoli a fare l’opposto
  • Il conteggio dei respiri e la tecnica di gratitudine sono degli strumenti formidabili per imparare ad accettare e amare noi stessi, con tutte le nostre caratteristiche

7 pensieri riguardo “Meditare apprezzando sé stessi

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