Gestire l’insicurezza

Ogni esperienza che decidiamo di non fare potrebbe essere l’esperienza più bella della nostra vita


Oggi viviamo tutti in un mondo incredibilmente frenetico. Siamo sempre dietro a nuove difficoltà da affrontare e nuovi compiti da svolgere. Per molti di noi, confrontarsi con queste prove può essere un grande stimolo e misurarsi con queste sfide può darci grande soddisfazione. Tuttavia, alcune volte ci troviamo di fronte a delle situazioni che riescono a piegare il nostro spirito e a convincerci del nostro fallimento, prima ancora di cominciare a provare. Molto spesso questo atteggiamento è deleterio e porta con sé una profezia auto-avverante, al punto che, alla fine dei giochi, ci siamo davvero scontrati con un fallimento.

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Oggi in questo articolo parleremo proprio di questo atteggiamento e di come l’insicurezza che ne deriva (o da cui deriva) possa davvero essere per noi una pesante palla al piede. Parleremo di come l’insicurezza mini la nostra prospettiva di benessere, catapultandoci in una spirale di ansia e stress. Ma vedremo anche come possiamo provare a gestirla, con un semplice esercizio di meditazione fuori sessione.

L’insicurezza

Sarà capitato a tutti di trovarsi di fronte ad una sfida difficile e di pensare “non posso farcela”. Si tratta di un modo di affrontare le cose molto comune, figlio del nostro stesso istinto di autoconservazione. Infatti, quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci sembra più grande di noi, la nostra mente può mettere in atto tutta una serie di meccanismi inconsci, sviluppati nel corso di migliaia di anni di evoluzione, per proteggerci. “Se non proviamo, non falliremo”, questo pensa la nostra mente, e ci convince a rinunciare prima ancora di tentare. Questo atteggiamento, per quanto possa essere utile se siamo nella savana e ci viene chiesto di fare una corsa contro un leone, se fuori controllo può danneggiarci. Può precluderci delle esperienze e limitare la nostra crescita. In molti casi, è un vero e proprio ostacolo alla nostra felicità.

Essere insicuri, ci porta ad essere meno consapevoli del momento presente e ci trasporta verso realtà fittizie, che esistono solo nella nostra mente. Ci fa chiudere al mondo esterno e ci intrappola. Più siamo insicuri, meno proviamo cose nuove e minori sono le probabilità di vivere delle belle avventure.

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L’origine della nostra insicurezza non è facile da individuare e certamente persone diverse possono sperimentarla in modo diverso. Per molti si tratta di qualcosa di innato, che ha sempre caratterizzato il nostro modo di affrontare il mondo. Per altri può derivare da un fattore esterno. Viviamo in una società che ci chiede sempre di più, che pretende da noi ogni giorno qualcosa di più grande rispetto al giorno precedente. In quest’ottica, è facile perdere di vista le cose importanti e ritrovarsi, da un giorno all’altro, di fronte a difficoltà di enorme portata che non riusciamo a gestire.

L’insicurezza è qualcosa di subdolo. Si tratta di un sentimento che si insinua lentamente, senza che ce ne accorgiamo. Inizialmente è una voce lontana che, di tanto in tanto ci disturba, ma con il passare del tempo diventa più frequente. In men che non si dica, il mondo ci appare attraverso un filtro di profondo pessimismo e vediamo noi stessi come degli incapaci, degli inetti. I nostri tentativi ci risultano vani e, in caso di successo, pensiamo di essere degli impostori e di non meritarci quello che abbiamo ottenuto.

Gestire l’insicurezza

Affrontare questo nostro modo di vivere le esperienze non è per nulla facile. Trattandosi, infatti, di un atteggiamento inconscio, diventarne consapevoli e imparare a governarlo è tutt’altro che semplice e immediato, e alcune volte può richiedere un grande sforzo e una certa dose di convinzione. Tuttavia, con un po’ di buona volontà e gli strumenti giusti si può imparare a gestirlo.

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Parlo di gestire l’insicurezza, piuttosto che di estirparla, per un semplice motivo: non è sano provare a reprimerla. Come molte cose che la nostra mente inconscia fa, anche il sentimento di insicurezza è qualcosa che vuole essere d’aiuto. Fa parte di quell’insieme di automatismi mentali che possono chiaramente esserci utili, nei contesti opportuni. Pertanto, pensare di sopprimerli è un po’ irrealistico, se non del tutto nocivo. Piuttosto, dovremmo cercare di diventarne consapevoli, di modo da renderci conto se un atteggiamento insicuro sia effettivamente indicato nel contesto in cui lo proviamo.

La meditazione può aiutarci molto in questo percorso. Tra tutte le tecniche che abbiamo a disposizione, quella che forse si presta meglio per questo scopo è la tecnica delle etichette.

I nostri momenti di insicurezza sono una sorgente molto abbondante di pensieri a cui le etichette si applicano senza sforzo, anche se al di fuori di una formale sessione di meditazione. Se ci sentiamo insicuri di qualcosa in modo ricorrente (guidare, cucinare, parlare in pubblico) si può facilmente etichettare il pensiero che accompagna il sentimento con l’etichetta pensiero familiare, se siamo insicuri riguardo un particolare evento futuro (cambiare lavoro o fare un esame) possiamo usare l’etichetta previsione negativa. Se la nostra insicurezza riguarda altre persone (cambiarsi in spogliatoio, gareggiare contro qualcuno), l’etichetta confronto con gli altri è certamente indicata. Infine, spesso i pensieri che accompagnano i momenti di insicurezza sono molto forti, anche estremi (“non so fare niente”, “sono un fallito”, “non funzionerà mai”), quindi l’etichetta pensiero bianco o nero è senza dubbio adatta.

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Ma per quale motivo etichettare i pensieri ci aiuta a gestire l’insicurezza? È molto semplice: è una questione di prospettiva. Il motivo per cui l’insicurezza ha questo grande potere su di noi è perché ci sentiamo piccoli di fronte alle avversità. Ci sentiamo in balia degli eventi, senza controllo su quello che ci accade. Etichettando i pensieri da cui scaturisce l’insicurezza ci aiuta a metterli nella giusta prospettiva. Ci insegna a guardarli con un occhio più critico, consapevoli di ciò che rappresentano in realtà. I problemi che dobbiamo fronteggiare diventano, in questo modo, più affrontabili. Ci accorgiamo che spesso sono formati da problemi più piccoli che siamo in grado di risolvere quasi senza fatica e, in poco tempo, ci sottraiamo al circolo vizioso di insicurezza e insoddisfazione.

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Etichettare i pensieri quando siamo preda di insicurezze è quindi un modo incredibilmente semplice per imparare ad osservare le cose dal giusto punto di vista, mostrandoci che lo scoglio insormontabile era, in realtà, solo un piccolo sassolino.

I benefici

Essere consapevoli delle nostre insicurezze e della reale portata delle situazioni da cui derivano può avere enormi benefici. Se siamo più consapevoli, riusciamo ad essere più felici. Ci rendiamo conto di quali siano davvero le situazioni che ci danneggiano, e quali invece rappresentano motivo di crescita. Sviluppiamo una mente più aperta e libera, mentre facciamo esperienze bellissime che altrimenti ci perderemmo.

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Mettere le nostre insicurezze nella giusta prospettiva ci insegna che uscire di tanto in tanto dalla nostra zona di comfort può essere bello, mostrandoci un mondo diverso e meraviglioso. Le nostre esperienze saranno più affascinanti, i rapporti più soddisfacenti, e la nostra vita inizierà ad avere un profumo delizioso.


In estrema sintesi

  • Le nostre insicurezze ci impediscono di avere una vita piena e felice
  • Ci intrappolano in un circolo vizioso di ansia e stress
  • Ci precludono esperienze bellissime
  • Non si possono sopprimere ma si può diventarne consapevoli
  • Mettendo le cose nella giusta prospettiva, le insicurezze perdono il loro potere
  • Usando la tecnica delle etichette, si può raggiungere questo scopo
  • Gestire le insicurezze ci permette di fare nuove esperienze, di uscire dalla nostra zona di comfort e di vivere in modo più soddisfacente

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