Meditare con il punto àncora

Una mente salda è il fondamento di ogni benessere


Una buona parte delle tecniche di meditazione si concentra sul respiro. Abbiamo già visto il motivo per cui il respiro è il principale oggetto di meditazione (trovate l’articolo qui) e concentrarsi su di esso è spesso il punto di partenza di ogni sessione. Tuttavia, alcune volte può risultare difficile concentrarsi sulla respirazione, soprattutto se la mente è particolarmente attiva o se siamo in qualche modo turbati o comunque non tranquilli. In questi casi, la meditazione può risultare veramente difficile e alla fine non farci sentire bene come speravamo. Esistono molti modi per cercare di placare la mente (come, ad esempio, le etichette) ed evitare che vaghi troppo, ma alcune volte è richiesto un intervento più robusto. In tutte queste situazioni, si può utilizzare il punto àncora. In questo articolo vedremo in cosa consiste e in che modo può aiutarci a rimanere concentrati durante una sessione particolarmente difficile. Vedrete che si tratta di qualcosa di molto semplice ma di grande aiuto quando serve.

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Perché serve un’àncora?

Ogni meditazione ha il suo oggetto, come abbiamo detto, e spesso esso è il respiro. Concentrarci su di esso ci aiuta a rimanere legati al momento presente, impedendo alla mente di saltare da un pensiero all’altro. Il respiro, però, per quanto sia facilmente reperibile, può essere un oggetto di meditazione un po’ tenue, in determinate circostanze. Si tratta di qualcosa di molto leggero, delicato, e a volte seguire il flusso d’aria può risultare debole come esercizio. Il risultato è che, dopo pochi respiri, la mente è partita per il suo viaggio tra i pensieri e la concentrazione ci risulta difficile da riacquistare. Per evitare ciò, si può fare affidamento al punto àncora.

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Come l’àncora di una nave, il proprio punto àncora è qualcosa che ci aiuta a rimanere ancorati (appunto) alla respirazione, rendendo più semplice e naturale concentrarci su di essa. Tale punto ci aiuta ad essere più focalizzati, proprio nei momenti in cui ci risulta difficile farlo con le nostre sole forze e quando il respiro non è sufficiente a legarci al momento presente. È un modo per allacciare la respirazione a qualcosa di fisico, che possiamo percepire con i nostri sensi, rendendola più reale e concreta. Di fatto, si tratta di una tecnica molto semplice e intuitiva per irrobustire l’oggetto della meditazione, in modo da trasformarlo in qualcosa di tangibile, nel senso letterale del termine.

Usare bene il punto àncora può rendere la meditazione più profonda (soprattutto la prima fase) e mettere la nostra mente nel giusto stato d’animo per una sessione veramente efficace.

Dove trovare il punto àncora

Abbiamo capito che l’àncora è qualcosa di concreto e palpabile, ma dove possiamo reperirla? Chiaramente, la risposta è semplice: dove decidiamo che sia. Il punto àncora non è qualcosa che esiste a priori, ma è una parte del nostro corpo in cui sentiamo maggiormente il respiro. Per alcuni può essere il diaframma, che si abbassa durante l’inspirazione per poi alzarsi quando si butta fuori tutta l’aria. Per altri può essere il petto, che si stende, con i muscoli che tirano, mentre respiriamo. Oppure, possono essere le narici (come nel mio caso), o il labbro superiore, accarezzati dall’aria fresca che entra e lambiti dall’aria calda che esce. Insomma, può essere davvero qualunque cosa che riteniamo possa ricoprire il ruolo.

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Per scegliere opportunamente il punto àncora è sufficiente, pertanto, concentrarsi. Basta capire, una volta per tutte, in quale parte del corpo sentiamo il respiro più forte e sceglierlo come ponte per legare una sensazione fisica alla respirazione. Non esiste una scelta giusta o sbagliata, fintanto che la facciamo con consapevolezza.

È importante, però, quando si fa questa scelta, che sia oculata. Il punto àncora deve diventare qualcosa di personale e univoco. Deve essere ciò a cui ci rivolgiamo quando ci rendiamo conto che la meditazione non sta funzionando, e dobbiamo caricarlo di un significato particolare. In altre parole, deve essere qualcosa che riteniamo rilevante e, una volta trovato, deve rimanere sempre lui. Certo, se ci rendiamo conto che esiste un’altra àncora migliore va bene cambiare, ma è consigliabile non farlo troppo spesso. Con il passare del tempo, il punto àncora diventerà un vero e proprio rifugio durante le sessioni e sarà per noi un grandissimo aiuto nei momenti in cui ne avremo veramente bisogno.

Utilizzare la propria àncora

Una volta scelta la propria àncora, per mettere in pratica questa tecnica è sufficiente dirigere su di essa la propria attenzione durante la meditazione, nel momento che riteniamo opportuno. Se, mentre siamo concentrati sul respiro, la nostra mente divaga e pensiamo che sia necessario ricorrere all’àncora, è sufficiente spostare il proprio focus verso la sensazione fisica che essa ci dà. Il risultato è assicurato: dopo pochissimi respiri la mente sarà più calma e potrete proseguire la sessione con una concentrazione più salda e profonda.

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Perciò, dedicate un po’ di tempo (magari la prossima sessione intera) a cercare il vostro punto àncora e non esitate ad usarlo tutte le volte in cui ne sentirete la necessità. Vedrete che, ogni volta che lo userete, la meditazione assumerà un sapore molto diverso.


In estrema sintesi

  • Il punto àncora serve a rendere il respiro un oggetto di meditazione più solido
  • Lo rende più concreto e tangibile, allo scopo di favorire la concentrazione sul momento presente
  • Possiamo scegliere l’àncora che preferiamo, come il diaframma, il petto, le narici, il labbro superiore o qualunque altro punto in cui sentiamo il respiro
  • Per usarlo, basta concentrarsi sulle sensazioni fisiche che emanano dal punto àncora per rendere più consapevole la nostra esperienza di meditazione

La tecnica in pillole

Concentratevi sul respiro

Se fate fatica a mantenere il focus, indirizzatelo verso il vostro punto àncora

Mantenete l’attenzione sull’àncora finché la mente non si sarà placata

5 pensieri riguardo “Meditare con il punto àncora

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